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RITMI ORFICI

DESCRIZIONE PARTICOLAREGGIATA DELL'ALLESTIMENTO

Scenario: sala con pareti, pavimento e soffitto completamente neri. Illuminazione con un sottile neon che corre lungo una canalina praticata sul soffitto.

Esposizione: al centro o in un angolo della sala, su di una pedana, vengono riposte alcune suppellettili; nello specifico: una sedia, un paio di scarpe, una gonna ed un gilet da donna (gli oggetti sono ottenuti da tele dipinte e trattate in modo da risultare rigide e luminose, quasi come sculture).

Lungo il peimetro della stanza, sulle pareti della sala, vengono collocati uno dopo l'altro "i fogli di tela dipinti" chiusi ognuno tra due lastre trasparenti, posizionati in modo da formare un'unica lunga scritta.

Al di sotto della fila di opere viene posizionata una scritta luminosa fluorescente, a scorrimento continuo, veloce e ripetitivo che porterà sulle pareti la frase di Pier Paolo Pasolini da me scelta quale sintesi emblematica di tutta la mostra:

"Questi segni sono come segni scritti di lingue antiche, morte e mai decifrate; dico, sulle suppellettili, sulle armi; essi sono lì, dissepolti. Alla luce del sole, che non dicono nulla: eppure hanno tutto detto!"

Illuminazione: un faro ad "occhio di bue" è posizionato sulle suppellettili-sculture esposte in modo da sembrare un sole che squarcia il buio della stanza.

Su ogni tela esposta lungo le pareti della stanza viene posizionato un piccolissimo faretto, quasi ad illuminare un libro, così da ottenere un'ambientazione che richiami una biblioteca.

Pier Paolo Pasolini
"Questi segni sono come segni scritti di lingue antiche , morte e mai decifrate; dico, sulle suppellettili, sulle armi; essi sono lì, dissepolti. Alla luce del sole, che non dicono nulla: eppure hanno tutto detto!"
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